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Contemplata aliis tradere Mercoledì cateriniani

Mercoledì Cateriniani -2020-

Centro Internazionale di Studi Cateriniani

Alla scuola del Dialogo

Il primo incontro dei Mercoledì Cateriniani è stato di introduzione al Cinquantesimo anniversario dalla Dichiarazione di Santa Caterina da Siena Dottore della Chiesa Universale.

Le parole ‘dottore‘ e ‘dottrina‘ derivano dal verbo latino ‘doceo‘ che significa “insegno”.

All’epoca di Caterina la dimensione dell’essere dottore e di portare una dottrina sono legate alla responsabilità dell’insegnamento.

Nell’insegnamento è viva la relazione tra discepolo e maestro.

Le parole ‘discepolo‘ e ‘disciplina‘ derivano dal verbo latino ‘disco‘ che significa “imparo”.

All’epoca di Caterina il discepolo è ancora colui che impara, consapevole della responsabilità di insegnare ad altri quello che ha imparato.

Non c’è un immediato e magico stato di maestra in Caterina, ma il suo imparare è stato da sempre finalizzato ad insegnare.

Nell’antichità greca, era detto mathematikos chi impara in modo attivo, mostrandone l’effetto, cioè

l’insegnare

La Chiesa tutta si mette in ascolto dei suoi maestri.
Quali maestri?

Non chi ha un titolo accademico

La Chiesa trova i suoi dottori tra i suoi santi. Si dichiara dottore chi è già è stato canonizzato.

Un santo viene dichiarato dottore

Si tratta di una dichiarazione, non della creazione di qualcosa di inedito

Il Magistero dichiara un santo dottore della Chiesa,

quando riconosce che la dottrina di quel santo è parte della vita della Chiesa,

è una eminens doctrina, perché opera come esemplificazione o esplicitazione della dottrina di Cristo.

La lettura del Dialogo in questi Mercoledì Cateriniani ci aiuterà a dare conferma di tutte le ragioni per le quali la dottrina di Caterina è eminens.

Ma la prima prima di tutte le ragioni è che Caterina trasmette sempre la dottrina imparata e assimilata da Cristo.
Nel Dialogo tutte le occorrenze della parola ‘dottrina’ sono sempre in riferimento a Cristo, come si può verificare nel file sottostante:

Caterina non è sapiente secondo i criteri del mondo, ma
questo non significa che non abbia una sapienza umana.

Nel Dialogo dimostra tutta la sua docilità all’ascolto della divina sapienza che le parlava e le insegnava a discernere tra la sapienza divina e quella umana.

Un invito a metterci alla scuola di Santa Caterina da Siena

Complesso domenicano di Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva 42, Roma