Il Coro “Laudato si'” – Joint Diploma Modulo 3 Pontificia Università Urbaniana

Laudato si’: Il coro “Laudato si’”, degli studenti della Facoltà di Filosofia della PUU, ha guidato tutti i presenti nella preghiera, cantando il canto composto dal M° Alberto Caruso sulle parole delle Preghiere di Papa Francesco contenute nell’Enclicia Laudato si’.

Il coro “Laudato si”

Per approfondire il tema del Modulo 3 del JDEI – Giulia Lombardi: “Ecologia Umana” ed eredità degli antichi

UUJ 2016 – 3

Umanesimo: ideale condiviso, progetto contestato

Giulia Lombardi “Ecologia umana” ed eredità degli antichi

JDEI Modulo 3 – Il materiale di Giulia Lombardi: Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico «il genere umano vive di techne»

La radice umana della crisi ecologica

Giulia Lombardi

Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico «il genere umano vive di techne»

 

 

La trascrizione della lezione JDEI Modulo 3 della prof.ssa Giulia Lombardi 

La presentazione PreziNext

La lezione in podcast:

Il video della Lezione

 

 

Tutto è connesso: Imparare a vivere insieme

UNESCO pone l’educazione al centro dello sviluppo sostenibile

Learning to live together sustainably (SDG 4.7): Trends and Progress

“La radice umana della crisi ecologica” – Per approfondire il Capitolo 3 della Laudato si’ sul concetto di radice

 

Papa Francesco alla SANTA MESSA PER I CONSACRATI il 2 febbraio 2018 

Per approfondire il Capitolo 3 della Laudato si’ sul concetto di radice

Riporto qui di seguito alcune riflessioni sul concetto di radice, fatte durante il Modulo 3 del Joint Diploma in Ecologia Integrale tenuto alla PUU :

Intendo sottolineare come il confronto con i nostri antichi possa essere di aiuto, anche per precisare la radice dei nostri progressi e, in particolare, i nostri progressi dal punto di vista della tecnica e della tecnologia.

In questo modo, non abbandoneremo il tema che ci è stato indicato dal titolo del capitolo 3 dell’Enciclica, La radice umana della crisi ecologica. Anzi, le ragioni della mia scelta, di andare indietro alle radici fino a un Greco del quarto secolo prima di Cristo, si trovano proprio nello spirito con cui il Papa ha affrontato questo tema; un tema così attuale e, diciamo, così specifico della nostra società, da dare la falsa impressione di non poter trovare confronti con niente altro nel passato.

A questo proposito, è importante andare a leggere il numero 101, cioè quel testo di apertura di questo capitolo:

LS 101. A nulla ci servirà descrivere i sintomi se non riconosciamo la radice umana della crisi ecologica vi è un modo di comprendere la vita e l’azione umana che è deviato e che contraddice la realtà fino al punto di rovinarla

“Non ci serve a nulla descrivere soltanto i sintomi”: questo è un atteggiamento molto preciso da parte del Papa, che non sta dando soltanto una descrizione. Certo, abbiamo bisogno della descrizione, ma non possiamo limitarci soltanto a questa. Dobbiamo, appunto, sostenere questa descrizione, con una ricerca che vada a fondo delle radici umane della crisi ecologica.

E andare a cercare le radici, possiamo dire che in primo luogo significa andare a chiedere il perché delle cose, per dare un taglio esplicativo. Andare alle radici significa non fermarci a descrivere, a dare il che delle cose, ma continuare la ricerca con una spiegazione: voler andare a cercare il perché delle cose.

Il secondo modo in cui possiamo interpretare questo “andare alle radici” è quello di non dimenticare ciò che i predecessori hanno detto. Vediamo che nell’enciclica è continuamente vivo il confronto con il magistero della Chiesa, con i padri della Chiesa, e non solo con tutte quelle figure autorevoli che oggi possono dare nel campo scientifico un contributo a questa enciclica.

Ma è proprio perché “andare a cercare le radici” significa sia andare a dire il perché sia andare ad ascoltare la voce di quanti ci hanno preceduto, propongo di seguire insieme un percorso filosofico e, in particolare, di andare ad ascoltare i filosofi antichi.

Cercherò di mostrare perché anch’essi, pur non avendo la minima idea dei progressi che l’uomo avrebbe fatto, ci possono dare un grande e fondamentale contributo.

Suoni di ghiaccio e riflessioni sul futuro dell’ambiente e dell’umanità

 

N-ICE CELLO – Giovanni Sollima Tour

Suoni di ghiaccio e riflessioni sul futuro dell’ambiente e dell’umanità

ATTENZIONE: I BIGLIETTI SONO ESAURITI!​

 

N-ICE CELLO è un grande progetto culturale, reso in forma musicale da Giovanni Sollima, che riflette sul tema dell’acqua e della sua importanza a livello planetario per l’ambiente e per l’umanità.  

Un tour con concerti dal Nord al Sud Italia per disegnare un percorso artistico dai ghiacciai al Mare Mediterraneo, un itinerario da Nord a Sud, che disegna e richiama a un esodo di senso contrario, che incontra l’itinerario dei migranti che dalle terre senz’acqua si spostano verso i paesi del Nord. Un esodo generato da molteplici ragioni tra i quali hanno grande importanza anche il cambiamento climatico e il degrado ambientale. È l’acqua che ritorna, simbolicamente, come un atto di restituzione, nei paesi dove è scarsa anche per motivi globali e nei quali la crisi idrica causa conflitti e conseguenti migrazioni “climatiche” di massa. Ed è proprio dell’arte e della buona scienza cercare i punti di incontro, costruire dialoghi e promuovere occasioni di conoscenza e di consapevolezza.
  
Al centro dell’evento artistico il violoncello fatto di ghiaccio dell’artista americano Tim Linhart. Costruito  appositamente nel mese di gennaio 2018 nell’ambito di una residenza sul Ghiacciaio Presena in Trentino presso il Passo Tonale, è da qui che lo strumento di ghiaccio raggiungerà il mare lungo un percorso dalle Alpi alla Sicilia, scandito dai concerti tenuti dal violoncellista di fama mondiale Giovanni Sollima. L’evento sarà il filo conduttore di un docu-film made in Trentino ideato, scritto e diretto da Corrado Bungaro che raccoglierà le riflessioni e le testimonianze di importanti artisti e pensatori incontrati lungo l’itinerario on the road.

La prima tappa del tour sarà a Trento lunedì 29 gennaio al MUSE Museo delle Scienze, poi lo strumento di ghiaccio proseguirà il suo viaggio (trasportato in una cella frigorifero mobile) con tappe a Venezia, Roma e Palermo capitale italiana della cultura 2018, dove le sue acque glaciali verranno consegnate al Mar Mediterraneo.  

Durante l’evento l’attenzione sarà data alla fragilità della risorsa acqua in rapporto al cambiamento climatico e quanto questo fenomeno globale stia incidendo sul clima e sulla conservazione dei ghiacciai, una delle riserve di acqua dolce fondamentale per l’umanità. La serata prevede la presentazione del progetto da parte di Corrado Bungaro in dialogo con Tim Linhart, con le esecuzioni musicali al violoncello di ghiaccio di Giovanni Sollima e gli approfondimenti scientifici sul tema dei ghiacciai e della risorsa acqua con Michele Lanzinger e i ricercatori del MUSE Christian Casarotto e Valeria Lencioni.   

L’esecuzione con il violoncello di ghiaccio nella lobby del museo avverrà a riscaldamento spento con una temperatura attorno ai 15°. Si consiglia ai partecipanti di vestirsi con abbigliamento adeguato.  

A fine serata verrà offerta una degustazione  a cura di Distilleria Marzadro. Tariffa: € 15
Prenotazione obbligatoria t. 0461 270311 o su www.muse.it
Si consiglia abbigliamento invernale adeguato (giacca a vento).

 

Per approfondire il Modulo 3 con le Parole di Papa Francesco in Cile

Riporto, per ora in Inglese,  una selezione del Discorso di Papa Francesco, tenuto al Palazzo La Moneda, che può essere considerato un complemento o addirittura una sintesi delle due lezioni che si sono tenute giovedì 11 gennaio per il Modulo 3, al Joint Diploma in Ecologia Integrale

Address to Authorities
La Moneda Palace
Tuesday, 16 January 2018

“Here we do well to recall the words of Saint Alberto Hurtado: “A nation, more than its borders, more than its land, its mountain ranges, its seas, more than its language or its traditions, is a mission to be fulfilled”.[3]  It is a future.  And that future depends in large part on the ability of its people and leaders to listen.

          The ability to listen proves most important in this nation, whose ethnic, cultural and historical diversity must be preserved from all partisan spirit or attempts at domination, and inspire instead our innate ability to replace narrow ideologies with a healthy concern for the common good (which without being communitarian will never be a good).  It is necessary to listen: to listen to the unemployed, who cannot support the present, much less the future of their families.  To listen to the native peoples, often forgotten, whose rights and culture need to be protected lest that part of this nation’s identity and richness be lost.  To listen to the migrants who knock on the doors of this country in search of a better life, but also with the strength and the hope of helping to build a better future for all.  To listen to young people and their desire for greater opportunities, especially in education, so that they can take active part in building the Chile they dream of, while at the same time shielding them from the scourge of drugs that rob the best part of their lives.  To listen to the elderly with their much-needed wisdom and their particular needs.  We cannot abandon them.  To listen to children who look out on the world with eyes full of amazement and innocence, and expect from us concrete answers for a dignified future.  Here I feel bound to express my pain and shame at the irreparable damage caused to children by some ministers of the Church.  I am one with my brother bishops, for it is right to ask for forgiveness and make every effort to support the victims, even as we commit ourselves to ensuring that such things do not happen again.

          With this ability to listen, we are invited – especially today – to give preferential attention to our common home: to foster a culture that can care for the earth, and thus is not content with merely responding to grave ecological and environmental problems as they arise.  This calls for boldly adopting “a distinctive way of looking at things, a way of thinking, policies, an educational programme, a lifestyle and a spirituality which together generate resistance to the assault of the technocratic paradigm”[4] that allows powerful economic interests to prevail over natural ecosystems and, as a result, the common good of our peoples.  The wisdom of the native peoples can contribute greatly to this.  From them we can learn that a people that turns its back on the land, and everything and everyone on it, will never experience real development.  Chile’s possesses a deep-rooted wisdom capable of helping to transcend a merely consumerist view of life and to adopt a sage attitude to the future”.

Joint Diploma in Ecologia Integrale – Modulo 3. 11 gennaio 2018 Pontificia Università Urbaniana

GIOVEDI 11 gennaio 2018 si è tenuto l’incontro del Joint Diploma in Ecologia Integrale 

Il modulo 3 è dedicato all’approfondimento dei temi del Capitolo 3 della Laudato si’

Ecco il video dell’intervento della prof.ssa Lombardi

La trascrizione della lezione JDEI Modulo 3 della prof.ssa Giulia Lombardi 

Ecco la presentazione PreziNext

 

  Ecco il Video dell’intervento della professoressa Congiunti

Pontificia Università Urbaniana  Modulo 3 coordinato dalla prof.ssa Giulia Lombardi (g.lombardi@urbaniana.edu).

 

 

Il Rettore Magnifico, rev. prof. Leonardo Sileo, ha accolto calorosamente tutti i partecipanti.

Gli iscritti hanno raggiunto il numero di 77.

Il coro “Laudato si'”, degli studenti della Facoltà di Filosofia della PUU, ha guidato tutti i presenti nella preghiera, cantando il canto composto dal M° Alberto Caruso sulle parole delle Preghiere di Papa Francesco contenute nell’Enclicia Laudato si’.

 

«Come studiare il suolo? Con piante robot» Articolo di Avvenire

https://www.avvenire.it/agora/pagine/plantoide

 

 

Joint Diploma – Modulo 3: Pontificia Università Urbaniana – 11 gennaio 2018 – ore 15

PUU 11 gennaio 2018 ore 15

Il Diploma (brochure) si sviluppa in sei moduli di lezioni, corrispondenti ai sei capitoli in cui si articola l’enciclica Laudato si’. Il modulo 3 corrisponde al

Terzo capitolo, “La radice umana della crisi ecologica”,

che, a sua volta, si articola nei seguenti paragrafi:

I. La tecnologia: creatività e potere

II. La globalizzazione del paradigma tecnocratico

III. Crisi e conseguenze dell’antropocentrismo moderno

Il tema sarà trattato in una prima lezione dalla prof.ssa Giulia Lombardi (g.lombardi@urbaniana.edu) e in una seconda lezione dalla prof.ssa Lorella Congiunti (l.congiunti@urbaniana.edu).