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LaudatoSiAscoltar V #169 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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169. Riguardo alla cura per la diversità biologica e la desertificazione, i progressi sono stati molto meno significativi. Per quanto attiene ai cambiamenti climatici, i progressi sono deplorevolmente molto scarsi. La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti. La Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile denominata Rio+20 (Rio de Janeiro 2012), ha emesso un’ampia quanto inefficace Dichiarazione finale. I negoziati internazionali non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale. Quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricorderanno questa mancanza di coscienza e di responsabilità. Mentre si andava elaborando questa Enciclica, il dibattito ha assunto una particolare intensità. Noi credenti non possiamo non pregare Dio per gli sviluppi positivi delle attuali discussioni, in modo che le generazioni future non soffrano le conseguenze di imprudenti indugi.

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LaudatoSiAscoltar V #168 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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168. Tra le esperienze positive si può menzionare, per esempio, la Convenzione di Basilea sui rifiuti pericolosi, con un sistema di notificazione, di livelli stabiliti e di controlli; come pure la Convenzione vincolante sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatica minacciate di estinzione, che prevede missioni di verifica dell’attuazione effettiva. Grazie alla Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono e la sua attuazione mediante il Protocollo di Montreal e i suoi emendamenti, il problema dell’assottigliamento di questo strato sembra essere entrato in una fase di soluzione.

https://youtu.be/AjbCBxdGclo

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LaudatoSiAscoltar V #168 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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168. Tra le esperienze positive si può menzionare, per esempio, la Convenzione di Basilea sui rifiuti pericolosi, con un sistema di notificazione, di livelli stabiliti e di controlli; come pure la Convenzione vincolante sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatica minacciate di estinzione, che prevede missioni di verifica dell’attuazione effettiva. Grazie alla Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono e la sua attuazione mediante il Protocollo di Montreal e i suoi emendamenti, il problema dell’assottigliamento di questo strato sembra essere entrato in una fase di soluzione.

https://youtu.be/AjbCBxdGclo

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LaudatoSiAscoltar V #167 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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[126] Riprendendo alcuni contenuti della Dichiarazione di Stoccolma (1972), ha sancito, tra l’altro, la cooperazione internazionale per la cura dell’ecosistema di tutta la terra, l’obbligo da parte di chi inquina di farsene carico economicamente, il dovere di valutare l’impatto ambientale di ogni opera o progetto. Ha proposto l’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera per invertire la tendenza al riscaldamento globale. Ha elaborato anche un’agenda con un programma di azione e una convenzione sulla diversità biologica, ha dichiarato principi in materia forestale. Benché quel vertice sia stato veramente innovativo e profetico per la sua epoca, gli accordi hanno avuto un basso livello di attuazione perché non si sono stabiliti adeguati meccanismi di controllo, di verifica periodica e di sanzione delle inadempienze. I principi enunciati continuano a richiedere vie efficaci e agili di realizzazione pratica.

[126] Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo (14 giugno 1992), Principio 1.

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LaudatoSiAscoltar V #166 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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166. Il movimento ecologico mondiale ha già fatto un lungo percorso, arricchito dallo sforzo di molte organizzazioni della società civile. Non sarebbe possibile qui menzionarle tutte, né ripercorrere la storia dei loro contributi. Ma grazie a tanto impegno, le questioni ambientali sono state sempre più presenti nell’agenda pubblica e sono diventate un invito permanente a pensare a lungo termine. Ciononostante, i Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni non hanno risposto alle aspettative perché, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci.

https://youtu.be/jxO-m5wdKpQ

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LaudatoSiAscoltar V#165 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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165. Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio. In attesa di un ampio sviluppo delle energie rinnovabili, che dovrebbe già essere cominciato, è legittimo optare per l’alternativa meno dannosa o ricorrere a soluzioni transitorie. Tuttavia, nella comunità internazionale non si raggiungono accordi adeguati circa la responsabilità di coloro che devono sopportare i costi maggiori della transizione energetica. Negli ultimi decenni le questioni ambientali hanno dato origine a un ampio dibattito pubblico, che ha fatto crescere nella società civile spazi di notevole impegno e di generosa dedizione. La politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali. In questo senso si può dire che, mentre l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c’è da augurarsi che l’umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità.

 

DIVESTMENT STARTS HERE

Sign the commitment to divest from fossil fuels and join the next fossil fuel divestment announcement on May 17th.

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LaudatoSiAscoltar V #164 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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CAPITOLO QUINTO

ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE

I. IL DIALOGO SULL’AMBIENTE NELLA POLITICA INTERNAZIONALE

164. Dalla metà del secolo scorso, superando molte difficoltà, si è andata affermando la tendenza a concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune. Un mondo interdipendente non significa unicamente capire che le conseguenze dannose degli stili di vita, di produzione e di consumo colpiscono tutti, bensì, principalmente, fare in modo che le soluzioni siano proposte a partire da una prospettiva globale e non solo in difesa degli interessi di alcuni Paesi. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune. Ma lo stesso ingegno utilizzato per un enorme sviluppo tecnologico, non riesce a trovare forme efficaci di gestione internazionale in ordine a risolvere le gravi difficoltà ambientali e sociali. Per affrontare i problemi di fondo, che non possono essere risolti da azioni di singoli Paesi, si rende indispensabile un consenso mondiale che porti, ad esempio, a programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata, a sviluppare forme rinnovabili e poco inquinanti di energia, a incentivare una maggiore efficienza energetica, a promuovere una gestione più adeguata delle risorse forestali e marine, ad assicurare a tutti l’accesso all’acqua potabile.

Riascoltiamo questo numero della Laudato si’ proprio oggi, 8 aprile 2021, quando Papa Francesco ha inviato la

Lettera del Santo Padre in occasione del Meeting di primavera 2021 della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale [5-11 aprile 2021]

To the World Bank Group and International Monetary Fund

I am grateful for the kind invitation to address the participants in the World Bank Group and International Monetary Fund 2021 Spring Meetings by means of this letter, which I have entrusted to Cardinal Peter Turkson, Prefect of the Holy See’s Dicastery for Promoting Integral Human Development.

In this past year, as a result of the Covid-19 pandemic, our world has been forced to confront a series of grave and interrelated socio-economic, ecological, and political crises. It is my hope that your discussions will contribute to a model of “recovery” capable of generating new, more inclusive and sustainable solutions to support the real economy, assisting individuals and communities to achieve their deepest aspirations and the universal common good. The notion of recovery cannot be content to a return to an unequal and unsustainable model of economic and social life, where a tiny minority of the world’s population owns half of its wealth.

For all our deeply-held convictions that all men and women are created equal, many of our brothers and sisters in the human family, especially those at the margins of society, are effectively excluded from the financial world. The pandemic, however, has reminded us once again that no one is saved alone. If we are to come out of this situation as a better, more humane and solidary world, new and creative forms of social, political and economic participation must be devised, sensitive to the voice of the poor and committed to including them in the building of our common future (cf. Fratelli Tutti, 169). As experts in finance and economics, you know well that trust, born of the interconnectedness between people, is the cornerstone of all relationships, including financial relationships. Those relationships can only be built up through the development of a “culture of encounter” in which every voice can be heard and all can thrive, finding points of contact, building bridges, and envisioning long-term inclusive projects (cf. ibid., 216).

While many countries are now consolidating individual recovery plans, there remains an urgent need for a global plan that can create new or regenerate existing institutions, particularly those of global governance, and help to build a new network of international relations for advancing the integral human development of all peoples. This necessarily means giving poorer and less developed nations an effective share in decision-making and facilitating access to the international market. A spirit of global solidarity also demands at the least a significant reduction in the debt burden of the poorest nations, which has been exacerbated by the pandemic. Relieving the burden of debt of so many countries and communities today, is a profoundly human gesture that can help people to develop, to have access to vaccines, health, education and jobs.

Nor can we overlook another kind of debt: the “ecological debt” that exists especially between the global north and south. We are, in fact, in debt to nature itself, as well as the people and countries affected by human-induced ecological degradation and biodiversity loss. In this regard, I believe that the financial industry, which is distinguished by its great creativity, will prove capable of developing agile mechanisms for calculating this ecological debt, so that developed countries can pay it, not only by significantly limiting their consumption of non-renewable energy or by assisting poorer countries to enact policies and programmes of sustainable development, but also by covering the costs of the innovation required for that purpose (cf. Laudato Si’, 51-52).

Central to a just and integrated development is a profound appreciation of the essential objective and end of all economic life, namely the universal common good. It follows that public money may never be disjoined from the public good, and financial markets should be underpinned by laws and regulations aimed at ensuring that they truly work for the common good. A commitment to economic, financial and social solidarity thus entails much more than engaging in sporadic acts of generosity. “It means thinking and acting in terms of community. It means that the lives of all are prior to the appropriation of goods by a few. It also means combatting the structural causes of poverty, inequality, the lack of work, land and housing, the denial of social and labour rights… Solidarity, understood in its most profound meaning, is a way of making history” (Fratelli Tutti, 116).

It is time to acknowledge that markets – particularly the financial ones – do not govern themselves. Markets need to be underpinned by laws and regulations that ensure they work for the common good, guaranteeing that finance – rather than being merely speculative or financing itself – works for the societal goals so much needed in the context of the present global healthcare emergency. In this regard, we especially need a justly financed vaccine solidarity, for we cannot allow the law of the marketplace to take precedence over the law of love and the health of all. Here, I reiterate my call to government leaders, businesses and international organizations to work together in providing vaccines for all, especially for the most vulnerable and needy (cf. Urbi et Orbi Message, Christmas Day 2020).

It is my hope that in these days your formal deliberations and your personal encounters will bear much fruit for the discernment of wise solutions for a more inclusive and sustainable future.
A future where finance is at the service of the common good, where the vulnerable and the marginalized are placed at the centre, and where the earth, our common home, is well cared for.

In offering my prayerful best wishes for the fruitfulness of the meetings, I invoke upon all taking part God’s blessings of wisdom and understanding, good counsel, strength and peace.

From the Vatican, 4 April 2021

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LaudatoSiAscoltar V #163 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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CAPITOLO QUINTO

ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE

163. Ho cercato di prendere in esame la situazione attuale dell’umanità, tanto nelle crepe del pianeta che abitiamo, quanto nelle cause più profondamente umane del degrado ambientale. Sebbene questa contemplazione della realtà in sé stessa già ci indichi la necessità di un cambio di rotta e ci suggerisca alcune azioni, proviamo ora a delineare dei grandi percorsi di dialogo che ci aiutino ad uscire dalla spirale di autodistruzione in cui stiamo affondando.

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LaudatoSiAscoltar IV #162 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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162. La difficoltà a prendere sul serio questa sfida è legata ad un deterioramento etico e culturale, che accompagna quello ecologico. L’uomo e la donna del mondo postmoderno corrono il rischio permanente di diventare profondamente individualisti, e molti problemi sociali attuali sono da porre in relazione con la ricerca egoistica della soddisfazione immediata, con le crisi dei legami familiari e sociali, con le difficoltà a riconoscere l’altro. Molte volte si è di fronte ad un consumo eccessivo e miope dei genitori che danneggia i figli, che trovano sempre più difficoltà ad acquistare una casa propria e a fondare una famiglia. Inoltre, questa incapacità di pensare seriamente alle future generazioni è legata alla nostra incapacità di ampliare l’orizzonte delle nostre preoccupazioni e pensare a quanti rimangono esclusi dallo sviluppo. Non perdiamoci a immaginare i poveri del futuro, è sufficiente che ricordiamo i poveri di oggi, che hanno pochi anni da vivere su questa terra e non possono continuare ad aspettare. Perciò, «oltre alla leale solidarietà intergenerazionale, occorre reiterare l’urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà intragenerazionale».[125]

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LaudatoSiAscoltar IV #161 Ogni giorno un numero della Laudato si’ da ascoltare

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161. Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni. L’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora, soprattutto se pensiamo alla responsabilità che ci attribuiranno coloro che dovranno sopportare le peggiori conseguenze.