Siena e la decisione di un Palio Straordinario – Il pensiero di Paolo Lombardi

Lo straordinario del Palio

Palio della Pace
Ecomuseo Siena

Per noi Senesi, per non parlare di noi Lecaioli, il Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale ci riporta al Palio del 2 luglio 1919, quando viene ricordata senza trionfalismi nel drappellone (vinto dal Leocorno e per me tra i più belli, se non  il più bello di tutti ): la spada è spezzata e volta in giù; la Nike innalza verso la Madonna di Provenzano una rama di ulivo, segno inequivocabile di quella pace tanto desiderata.

Altresì, sul palco delle comparse furono accolti invalidi e reduci ancora curati negli ospedali militari senesi, e in loro onore, su proposta del Lupaiolo Augusto Pacini, fu eseguita la sbandierata collettiva, rimasta poi a chiusura del Corteo Storico.

Lontano da Siena, non so quanti abbiano fatto riferimento – in questi giorni di discussioni – a quel Palio di luglio che tornava ad essere corso nella sua ordinarietà, mentre erano ancora vivi gli echi della guerra che il Papa di allora definì “un’inutile strage”. La memoria è corta e ai più è corsa all’ultimo Palio straordinario, quello del Duemila, sottolineando, quasi con nostalgia, che siamo stati diciott’anni senza.  Capisco chi desidererebbe veder correre un Palio in più: pensate quanti pochi ormai restano da vedere a me.

Il Palio è straordinario in sé, nella sua liturgia e nella sua cadenza.

Ora, difendiamolo da noi stessi e da quanti vorrebbero tirarlo di qua e di là a loro piacimento.

Paolo Lombardi

Protetto: La Vérité pratique : Aristote, Ethique à Nicomaque, Livre VI

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2 maggio 2018 Convegno di Studio a.a. 2017/18 alla Pontificia Università Urbaniana del Joint Diploma in Ecologia Integrale

Le religioni e la visione della casa comune

Joint Diploma in Ecologia Integrale – Convegno di Studio Anno Accademico 2017-18 Pontifica Università Urbaniana

 

Il Joint Diploma in Ecologia Integrale invitato a discutere sui cambiamenti climatici all’Ambasciata Britannica presso la Santa Sede, in occasione della visita dello Speciale Rappresentante Britannico per il Cambiamento Climatico, Mr Nick Bridge

On occasion of the visit of Mr. Nick Bridge UK’s Special Representative for Climate Change to British Ambassador to Holy See, Mrs. Sally Axworthy

Il 22 marzo 2018 l’Ambasciatrice Britannica presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Sally Axworthy, ha organizzato un pranzo di lavoro, in occasione della visita del Rappresentante Speciale del governo UK per il Cambiamento Climatico.

Sono stati invitati alla discussione, per presentare gli ambiti nei quali la Santa Sede è attiva riguardo al problema dei cambiamenti climatici, quattro membri del comitato scientifico del Joint Diploma in Ecologia Integrale: il prof. Joshtrom Kureethadam, il prof. Prem Xalxo, il prof. Tomas Insua e la prof.ssa Giulia Lombardi.

Siamo stati molto felici di condividere lo stesso interesse per la cura della nostra Casa Comune.

Grazie all’Ambasciatrice Sally Axworthy di favorire questi incontri, in uno stile che fa crescere tutti nel dialogo e nell’ascolto.

 

 

 

 

Joint Diploma in Ecologia Integrale – Modulo 3: approfondimenti dal CELAM

 

Discepoli missionari custodi della casa comune – Discernimento alla luce dell’enciclica Laudato Si’

Rimando all’articolo di Bruno Desidera  su agensir.it

15 marzo 2018

ECOLOGIA INTEGRALE

Vescovi latinoamericani: lettera pastorale sulla cura e la difesa della casa comune

“Discepoli missionari custodi della casa comune – Discernimento alla luce dell’enciclica Laudato Si’”. Si chiama così il documento diffuso dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Si tratta di un testo ampio e di largo respiro, nel quale la Laudato Si’ viene approfondita e calata nel contesto latinoamericano.

Riprendo in particolare la seguente sezione dell’articolo, che richiama il tema trattato nel

Modulo 3 del #JDEI:

Un approccio integrale. La lettera, articolata in 144 paragrafi, parte dalla convinzione, come scrive nella presentazione il segretario generale del Celam, mons. Juan Espinoza, vescovo ausiliare di Morelia (Messico), “che non si conquisterà un autentico sviluppo se si attenta alla casa comune”. È perciò necessario guardare al creato con “uno sguardo d’amore” e “con uno sguardo integrale”, che “sappia integrare i vari aspetti”, che non si fermi al “verde”, cioè alla semplice difesa dell’ambiente naturale, per assumere “la policromia” della vita nei suo diversi aspetti.
Si legge nella parte introduttiva della lettera pastorale: “L’ecologia integrale sempre include l’essere umano e la sua dimensione spirituale”, e la crisi ecologica “rivela la gravità della crisi morale dell’uomo”, come già scrisse Giovanni Paolo II. I vescovi latinoamericani sottolineano che le questioni ambientali non possono essere trattate in maniera isolata o frammentata, piuttosto si tratta di

“uno sguardo alla radice dell’esistenza umana”.

L’’ecologia integrale è, perciò, l’oggetto di una necessaria conversione: “La crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore. Non trarremo alcun giovamento se il cambiamento di sistemi economici e di modelli di produzione non è il riflesso di un cambio di mentalità e coscienza, atteggiamento e cuore. L’evangelizzazione autentica si mostra in una conversione ecologica”.

Sul concetto di radice, rimando a un altro approfondimento del Modulo 3 del #JDEI

Mercoledì Cateriniani – 28 febbraio 2018: Anisoara Tatar

Depliant_Mercoledì_Cateriniani 2018

Verso il Sinodo dei Vescovi 2018

Discernimento e innamoramento

Un itinerario di fede con santa Caterina da Siena

 

Mercoledì 28 febbraio 2018

A cura di Anna Tatar

 

IL LUME DELLA FEDE

Riconoscere e mettere a fuoco la vera identità di ogni persona umana, al di là delle sovrastrutture e alterazioni che possono averne appannato l’immagine impressa dal Creatore, consente di scoprire e gustare il sapore della vita in qualunque situazione. Il lume della fede rende possibile percorrere questa via, e Caterina a conclusione del suo dialogo con il Padre gliene chiede il dono; lo fa non solo per sé, ma per tutti coloro che in quel suo libro si vedranno immagine di Dio e cercheranno il senso della propria stessa vita:

 

“Nel tuo lume m’hai dato lume: nella tua sapienza ho conosciuto la verità, nella tua clemenza ho trovato la tua carità e dilezione del prossimo. Chi T’ha costretto? Non le mie virtù, ma solo la carità tua.

Questo medesimo amore ti costringa ad illuminare l’occhio del mio intelletto con il lume della fede, in modo che io conosca la verità tua manifestata a me. Dammi che la memoria sia capace di ritenere i tuoi benefici, e la volontà arda nel fuoco della tua carità.

Questa stessa cosa ti chiedo di cuore per ogni creatura che ha in sé ragione, in comune e in particolare, e per il corpo mistico che è la santa Chiesa. Io confesso, e non lo nego, che Tu m’amasti prima che io fossi e che Tu m’ami ineffabilmente, come pazzo della tua creatura.

(…) Io ho gustato e veduto, col lume dell’intelletto, nel lume tuo l’abisso tuo, Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. E così, guardando me in Te, mi vidi essere immagine tua: perché Tu mi rendi partecipe della potenza di Te, Padre eterno, e della sapienza tua nell’intelletto, ed essa è appropriata all’unigenito tuo Figlio; lo Spirito Santo, che procede da Te e dal Figlio tuo, m’ha dato la volontà, e così sono capace di amare.

Tu, Trinità eterna, sei creatore ed io, tua creatura, ho conosciuto, nella ri-creazione che mi facesti nel sangue del tuo Figlio, che Tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.

O abisso, o deità eterna, o mare profondo! E che più potevi dare a me che dare Te stesso? Tu sei fuoco che sempre ardi e non consumi, Tu sei fuoco che consumi nel tuo calore ogni amore egoistico dell’anima, Tu sei fuoco che togli ogni freddezza, Tu illumini. Col lume tuo m’hai fatto conoscere la tua verità: Tu sei quel lume sopra ogni lume che dài lume soprannaturale all’occhio dell’intelletto, in tanta abbondanza e perfezione che Tu rischiari il lume che è la fede. Nella fede vedo che l’anima mia ha vita, e in questo lume riceve Te, lume.

Nel lume della fede acquisto la sapienza, mediante la sapienza che è il Verbo, tuo Figlio; nel lume della fede sono forte, costante e perseverante; nel lume della fede spero: non mi lascia venire meno nel cammino. Questo lume m’insegna la via, e senza questo lume camminerei in mezzo alle tenebre: e perciò ti dissi, Padre eterno, che Tu m’illuminassi con il lume che è la santissima fede.

Veramente questo lume è un mare, perché nutre l’anima in Te, mare pacifico, Trinità eterna. L’acqua non è torbida, e perciò non c’è timore, perché si conosce la verità; è distillata, perché manifesta le cose occulte, e così, dove abbonda l’abbondantissimo lume della fede in Te, quasi rende certa l’anima di quello che crede. È uno specchio, per mezzo del quale Tu, Trinità eterna, mi fai conoscere: perché guardando in questo specchio, tenendolo con la mano dell’amore, esso rende me, che sono tua creatura, presente in Te, e Te in me, per l’unione che facesti della deità con l’umanità nostra.

In questo lume conosco ed esso mi rende presente Te, sommo e infinito bene: bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile e bene inestimabile, bellezza sopra ogni bellezza, sapienza sopra ogni sapienza; anzi, Tu sei la sapienza stessa. Tu, cibo degli angeli, con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini. Tu, veste che ricopri ogni nudità, pasci gli affamati con la dolcezza tua: sei dolce senza niente di amaro.

O Trinità eterna, nel lume tuo, che hai dato a me, io ricevendolo mediante il lume che è la santissima fede, attraverso molte e sorprendenti illuminazioni ricevute dalle tue spiegazioni, ho conosciuto la via della grande perfezione, in modo che con lume e non con tenebre io serva a Te, sia specchio di buona e santa vita, e mi levi dalla miserabile vita mia, perché sempre, per mio difetto, t’ho servito in tenebre. Non ho conosciuto la tua verità e perciò non l’ho amata. Perché non ti conobbi? Perché io non Ti vidi col glorioso lume che è la santissima fede, perché la nuvola dell’amore proprio offuscò l’occhio del mio intelletto. E Tu, Trinità eterna, col lume tuo dissolvesti la tenebra.

E chi potrà raggiungere la tua altezza e renderti grazie di tanto smisurato dono e larghi benefici quanti Tu hai dati a me, cioè la dottrina della verità che Tu m’hai data? Questa dottrina è una grazia particolare, oltre alla generale che Tu dài alle altre creature: hai voluto accondiscendere alla necessità mia e delle altre creature che dentro ci si specchieranno.

Tu rispondi, Signore: Tu medesimo hai dato e tu medesimo rispondi e soddisfa, infondendo un lume di grazia in me, in modo che con questo lume io ti renda grazie. Vestimi, vestimi di Te, Verità eterna, sì che io corra questa vita mortale con vera obbedienza e col lume che è la santissima fede, un lume con il quale pare che in modo nuovo inebri l’anima mia. Deo gratias. Amen.

S. Caterina da Siena, Dialogo, c. 167.

 

 

Protetto: Metodologia II – La punteggiatura

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Approfondimenti per JDEI – Popolazioni indigene e cambiamento climatico

Myisha Cherry chats with philosopher Kyle Whyte about climate injustice, settler colonialism, anthropogenic environmental change, Indigenous resilience, and much more.

http://www.unmutepodcast.co/season-3/252018/episode-032-kyle-whyte-on-indigenous-resilience-environmental-change

http://

JDEI Modulo 3 – Il materiale di Giulia Lombardi: Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico «il genere umano vive di techne»

La radice umana della crisi ecologica

Giulia Lombardi

Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico «il genere umano vive di techne»

 

 

La trascrizione della lezione JDEI Modulo 3 della prof.ssa Giulia Lombardi 

La presentazione PreziNext

La lezione in podcast:

Il video della Lezione

 

 

Storia della Filosofia Antica: L’influenza indiana sul pensiero greco del prof. Peter Adamson

Per tutti gli studenti e studiosi di Storia della Filosofia Antica, segnalo l’ascolto della seguente lezione del prof. Peter Adamson, sull’influenza indiana sul pensiero greco:

https://www.historyofphilosophy.net/india-greece

59. Looking East: Indian Influence on Greek Thought

Posted on 4 February 2018

Did Indian ideas play a role in shaping ancient Greek philosophy?