Papa Francesco come Socrate: maestro del dialogo e contemplativo

 

26 MAGGIO 2017 Genova Papa Francesco conversa con i giovani

Genova è una città porto, che ha saputo ricevere tante navi e ha generato grandi navigatori. Per essere discepolo – ha spiegato – ci vuole lo stesso cuore di un navigatore. Orizzonte e coraggio! Se tu non hai orizzonte e sei incapace di guardarti anche il naso, non sarai mai un buon missionario. Se non hai coraggio non sarai un buon missionario. Pensiamo ai grandi navigatori del XVI° secolo.

Il Papa è molto concreto. Per spiegare che cosa significhi essere discepolo, si serve dell’immagine del navigatore, particolarmente familiare in un porto di mare, come quello della città di Genova. Ma tale concretezza nell’uso di immagini in papa Francesco è il segno di una profonda qualità pedagogica, che rimanda immediatamente a quella del filosofo antico, Socrate, esempio di insegnamento e di vita vissuta secondo la relazione del discepolo-maestro.

Nel caso particolare, l’immagine del marinaio, inserita da Platone nel VI libro della Repubblica (488 a-489 a), è usata da Socrate, per facilitare nell’interlocutore la possibilità di ricavare da solo – non in modo isolato, ma attraverso il dialogo – la risposta alla domanda posta, nei riguardi dell’inutilità del filosofo.

Ma, come è evidente nella parte seguente del pensiero di Papa Francesco, l’accostamento con Socrate non si ferma al livello della pedagogia del dialogo, ma va talmente in alto da sciogliere le vele della metafisica, nel dipanarsi delle immagini riguardanti gli ostacoli che si frappongono alla vista dell’orizzonte e che ne impediscono la contemplazione, cioè la visione panoramica. Questa, infatti, non è data dall’accumulo di informazioni – dalla polymathia, come Eraclito la chiamava, DK 22B40 – ma dall’altezza delle spiegazioni, che ci fa fare quelle forti connessioni tra i concetti che producono appunto l’unità del giudizio, per evitare “di mangiare quello che ti servono nel piatto”:   

Voi avete l’opportunità di conoscere tutto, le nuove tecniche di informazione, ma queste ci fanno cadere in un tranello tante volte perché invece di informarci ci saturano e quando tu sei saturato: l’orizzonte si restringe sempre di più e tu ti trovi davanti un muro. State attenti sempre a quello che vendono, anche quello che ti vendono nei media. La contemplazione, la capacità di contemplare l’orizzonte e farsi un giudizio proprio, non mangiare quello che ti servono nel piatto.

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