Joint Diploma in Ecologia Integrale – Aperte le iscrizioni alla Terza Edizione

Aperte le iscrizioni per la terza edizione del JDEI
Contatti dei membri del Comitato Scientifico

JDEI Modulo 3 – 10 gennaio 2019 I video: prof.ssa Giulia Lombardi



JDEI
il video

Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico “il genere umano vive di techne” (Metafisica A1)

Prof.ssa Giulia Lombardi, Pontificia Università Urbaniana

JDEI Modulo 3 – 10 gennaio 2019 all’Urbaniana

Il Comitato Scientifico del Joint Diploma In Ecologia Integrale ricorda il prossimo appuntamento: la terza seduta delle lezioni sul tema del Capitolo 3 della Laudato si’, La radice umana della crisi ecologica (dalle 15:00 alle 18:15)

Modulo 3 La radice umana della crisi ecologica

Coordinamento: Prof.ssa Giulia Lombardi – Prof.ssa Lorella Congiunti

Sede delle lezioni: Pontificia Università Urbaniana, Via Urbano VIII 16 Roma

  1. Rivedere il paradigma tecnocratico odierno alla luce del detto aristotelico “il genere umano vive di techne” (Metafisica A1) (Prof.ssa Giulia Lombardi, Pontificia Università Urbaniana)
  2. Verso un’ecologia integrale: oltre l’antropocentrismo moderno, il riduzionismo epistemologico e la frammentazione del sapere (Prof.ssa Lorella Congiunti, Pontificia Università Urbaniana)
  3. L’ecologia urbana tra culture popolari e comunità di fede (Prof. Vincenzo Rosito, Pontificia Facoltà Teologica, Seraphicum)

Katharine Hayhoe: ‘A thermometer is not liberal or conservative’ https://t.co/rSaqk60qpZ “Scientists are not just disembodied brains floating in a glass jar, we are #humans who want the same thing every other human wants, a safe place to live on this planet we call #home”.— JDEI_Alleanza (@AlleanzaJdei) 7 gennaio 2019

Alleanza per la Cura della nostra Casa Comune: JDEI e Ambasciata Britannica presso la Santa Sede

Con un profondo senso di orgoglio, l’Alleanza per la Cura della Casa Comune, stretta fra le Università Pontificie di Roma e concretizzata con il Joint Diploma in Ecologia Integrale, è stata sostenuta sin dall’inizio dalla concreta partecipazione degli Ambasciatori presso la Santa Sede. 


On occasion of the visit of Mr. Nick Bridge UK’s Special Representative for Climate Change to British Ambassador to Holy See, Mrs. Sally Axworthy

In modo particolare, il 22 marzo 2018 l’Ambasciatrice Britannica presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Sally Axworthy, ha organizzato un pranzo di lavoro, in occasione della visita del Rappresentante Speciale del governo UK per il Cambiamento Climatico. Sono stati invitati alla discussione, per presentare gli ambiti nei quali la Santa Sede è attiva riguardo al problema dei cambiamenti climatici, quattro membri del comitato scientifico del Joint Diploma in Ecologia Integrale: il prof. Joshtrom Kureethadam, il prof. Prem Xalxo, il prof. Tomas Insua e la prof.ssa Giulia Lombardi.



Il 2 maggio 2018 la collaborazione con l’Ambasciata Britannica presso la Santa Sede si è di nuovo concretizzata con la presenza del Vice Capo Missione, Joanne Cappa-Gunduz alla Giornata di Studio del Joint Diploma, Le religioni e la visione della casa comune, presso la Pontificia Università Urbaniana.

Abbiamo, inoltre, condiviso la partecipazione alla Conferenza Internazionale Saving our Common Home and the Future of Life on Earth, organizzata in Vaticano nel terzo anniversario dell’Enciclica del Santo Padre Francesco Laudato si’, dal 5 al 6 luglio 2018.



Ora, a conclusione della Conferenza dell’ONU sul clima COP24, in Polonia, con grande onore ho ricevuto la proposta di pubblicare il seguente articolo del Vice Capo Missione Joanne Cappa-Gunduz, nell’urgenza di un’azione condivisa fra tutti gli esseri umani. Di seguito, il link dell’articolo in inglese, il link dell’articolo in italiano,

oltre ai file in inglese e in italiano:

Joanne Cappa-Gunduz -Cambiamento climatico: La sfida globale più complessa nella storia dell’uomo

Joanne Cappa-Gunduz

Vice Capo Missione Ambasciata britannica presso la Santa Sede

Sei pollici d’acqua è la differenza tra esistere e non esistere…

Ad appena due metri sopra il livello del mare, le Isole Marshall rischiano di scomparire tutte insieme.

Questa è stata la realtà presentata da Kathy Jetnil-Kijiner, poeta ed attivista ambientale, successivamente alla sua persuasiva poesia alla conferenza Laudato Sii lo scorso luglio.

Dobbiamo adesso renderci conto del fatto che il resto di noi non sia in una situazione migliore. Quest’anno, centinaia di eventi climatici estremi – ondate di caldo da record, inondazioni, siccità e tempeste – hanno riguardato centinaia di milioni di persone in ogni area del mondo.

I rischi alla sicurezza alimentare, di acqua e di energia significano che le nazioni più povere ne saranno maggiormente colpite.

Dal 1850 la Terra ha avuto un grado Celsius di surriscaldamento, ma questo potrebbe aumentare in modo drammatico a 1,5 gradi Celsius nei prossimi dodici anni, e questo comporterebbe un irreversibile scioglimento dei ghiacci, con come conseguenza un innalzamento del livello dei mari – un disastro per gli abitanti delle isole Marshall e per altre persone in situazioni come questa.

Oltre i 2 gradi Celsius di surriscaldamento globale, può succedere di tutto. Tutte le barriere coralline sarebbero morte, centinaia di milioni di abitanti del Pianeta soffrirebbero molto di più rispetto a quando il surriscaldamento era intorno a 1,5 gradi Celsius. E gli impatti sul mondo naturale, e conseguentemente sui vari ecosistemi da cui le nostre vite dipendono, sarebbero inimmaginabili. Delle ricerche scientifiche sostengono che questa situazione potrebbe presentarsi nei prossimi dodici anni, e le proiezioni delle Nazioni Unite sostengono come, se continuiamo di questo passo, all’uomo saranno necessarie due Terre per mantenere questi livelli di consumo e crescita demografica.

Dobbiamo agire ora per prevenire disastri in seguito.

Come possiamo comportarci diversamente?

Le parole profetiche di Papa Francesco dalla Laudato Sii tornano in mente con enfasi:

Che tipo di mondo vogliamo lasciare a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo?

Sono fondamentali nuovi approcci in politica, economia e nella società. Da una parte, il cambiamento climatico è la sfida globale più complessa nella storia dell’umanità. Dall’altra, è semplice: migliorando l’economia mondiale, si affronterà il cambiamento climatico, rendendoci al tempo stesso più felici, in salute e sani. Questa sembra una buona alternativa.

L’energia alimentata a carbone contribuisce a circa 8 milioni di morti premature a livello mondiale ogni anno. Avere energia, trasporti, agricoltura, industria meno inquinanti e sostenibili significa avere un’energia meno costosa, maggiori e migliori posti di lavoro, aria pulita, migliore salute e nutrizione, paesi e città più vivibili, ed un ambiente naturale migliore. Il settore economico a  basse emissioni rappresenta importante campo d’innovazione, che cresce quattro volte più velocemente del resto dell’economia.

Nel frattempo, dobbiamo fare  molto di più per sostenere i più poveri e vulnerabili del mondo, i quali non sono responsabili; dobbiamo aiutare quei lavoratori che avranno bisogno di rinnovare i vecchi impianti industriali, imparando dagli errori del passato.

Ognuno deve fare la propria parte. I bambini stanno mostrando ai loro genitori il modo di riciclare ed avere cura degli animali e dell’ambiente. Gli scienziati devono comunicare le prove in modo efficace. I media devono riportare cosa sta succedendo, specialmente nelle zone più povere del mondo. Il mondo del business deve riordinare i processi di distribuzione, ed abbracciare un’economia circolare a bassi sprechi. La società civile deve aiutare ogni comunità ad impegnarsi ed agire. I governi devono creare le strutture che sostengano questi sforzi.

Il 26 novembre scorso, abbiamo celebrato nel Regno Unito il decimo anniversario del “Climate Change Act” del 2008 – la prima legislazione sul clima al mondo. Abbiamo ridotto le emissioni di carbonio pro capite, ed abbiamo tenuto la prima giornata senza energia alimentata a carbone dal 1882. Il Regno Unito vanta il 40% della capacità mondiale di energia eolica in mare. La nostra competenza in un’ampia serie di ambiti significa che possiamo essere un centro verde globale.

Ma c’è ancora molto lavoro da fare, sia a livello nazionale che coinvolgendo le nazioni nel mondo.

La conferenza ONU COP24 sul cambiamento climatico in corso questa settimana in Polonia deve concordare un unico “regolamento”, per consentire alle nazioni di misurare e monitorare le loro azioni sul cambiamento climatico da qui in avanti; egli stati devono impegnarsi ad aumentare ulteriormente le loro ambizioni.

Dobbiamo essere onesti circa i danni che sono stati fatti, la portata e l’urgenza di questa sfida. Ma dobbiamo anche avere l’energia per agire.

Possiamo e dobbiamo spostarci da un approccio che distrugge il nostro ecosistema, ad uno che lo faccia crescere floridamente.

Il Cardinale Pietro Parolin ha affermato al COP24:

Sappiamo cosa possiamo fare; cosa dobbiamo fare diventa un imperativo etico.

Questo ci obbliga a pensare seriamente al significato degli investimenti finanziari ed economici, che devono essere orientati verso settori che realmente interessano il futuro dell’umanità, salvaguardando le condizioni di una vita degna su un pianeta sano.

Please click here for the English version of the article or download the file:

JDEI Modulo 2 – 13 dicembre 2018 alla Santa Croce

JDEI

Modulo 2
Pontificia Università Santa Croce

Il Comitato Scientifico del Joint Diploma In Ecologia Integrale ricorda il prossimo appuntamento: la seconda seduta delle lezioni sul tema del Secondo Capitolo della Laudato si’, Il Vangelo della Creazione (dalle 15:00 alle 18:15)

Sede delle lezioni: 

Pontificia Università della Santa Croce 

Piazza di S. Apollinare, 49 00186 Roma

La preghiera iniziale da San Basilio il Grande

Il prof. Prem Xalxo sj

Perché è necessaria una riflessione etico-teologica sulla crisi ecologica?

Il prof. Antonio Porras

Che cos’è peccato ecologico?

le domande

gli scambi

L’ascolto

L’album delle foto della Pontificia Università Santa Croce si trovano al link seguente: https://flic.kr/s/aHsmssLpWs

JDEI Modulo 1 – 15 novembre 2018 all’Angelicum

JDEI Modulo 1 
15 novembre 2018 ore 15-18.15
Pontificia Università San Tommaso d’Aquino

Joint Diploma in Ecologia Integrale 2018/19

Ultimi giorni per le iscrizioni

Il Modulo 1 si terrà giovedì 15 novembre ore 15-18.15

Per le informazioni, è possibile contattare uno dei membri del Comitato Scientifico:

  1. Prof. Prem Xalxo (xalxo@unigre.it)
    Pontificia Università Gregoriana
  2. Prof.ssa Giulia Lombardi (g.lombardi@urbaniana.edu.)
    Pontificia Università Urbaniana
  3. Prof. Massimo Losito (massimo.losito@upra.org)
    Pontificio Ateneo Regina Apostolorum
  4. Prof. Ivan Colagé (i.colage@antonianum.eu)
    Pontificia Università Antonianum
  5. Prof. Antonio Porras (porras@pusc.it)
    Pontificia Università della Santa Croce
  6. Prof. Thomas Michelet (frtmop@gmail.com)
    Pontificia Università San Tommaso, Angelicum
  7. Prof.ssa Claudia Caneva (claudiacaneva@libero.it)
    Pontificia Università Lateranense
  8. Prof. Ruberval Monteiro da Silva
    (r.monteiro@anselmianum.com)
    Pontificio Ateno Sant’Anselmo
  9. Prof. Joshtrom Isaac Kureethadam (joshtrom@unisal.it)
    Università Pontificia Salesiana
  10. Dr. Tomás Insua (tomas@catholicclimatemovement.global)
    The Global Catholic Climate Movement (Washington, D.C.)

8 novembre 2018

La seconda edizione del Joint Diploma in Ecologia Integrale

JDEI 2018/19 Inaugurazione

è stata inaugurata giovedì 8 novembre, alle ore 15:00,  presso l’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana

Apertura dell’evento

L’incontro è stato moderato da un membro del Comitato scientifico – Alleanza_JDEI, prof.ssa Giulia Lombardi, ed è stato aperto dai saluti delle Autorità presenti:

  • P. Nuno da Silva Gonçalves S.J., Rettore della Pontificia Università Gregoriana;

  • Don Mauro Mantovani S.D.B., Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Pontificie Romane;
  • S.E.R. Cardinale Peter Appiah Türkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale 

che è possibile ascoltare in podcast:

Le testimonianze

I partecipanti regolarmente iscritti all’a.a. 2017/18 sono stati 77. Di questi, 72, oltre alla frequenza e partecipazione alle lezioni, ai laboratori e alla giornata di studio, ha completato tutto il percorso, con la redazione di una tesina e un esame orale riguardante l’enciclica Laudato si’. E’ stato bello costatare come tutti abbiano risposto, nei loro modi e con iniziative diverse, alla richiesta del Santo Padre formulata al n. 14 della Laudato si’ , con la quale l’Alleanza ha introdotto il progetto del Joint Diploma:

Tutti possano collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità. 

Per questo è stato soltanto a titolo esemplificativo aver chiesto a cinque diplomati di dare la loro testimonianza. In effetti, nelle aule delle Università Pontificie è normale la compresenza di persone che provengono da tutte le parti del mondo. Il Joint Diploma, aperto anche ai professionisti delle diverse aree, operatori pastorali e sociali, ha aggiunto la varietà delle provenienze professionali e delle motivazioni. Una grande ricchezza che ha saputo mettersi in connessione, nello spirito che anima i professori stretti nell’Alleanza e, soprattutto, come viene rilevato in tutta la creazione da papa Francesco: 

Tutto è connesso.

La consegna dei diplomi

Un momento particolarmente importante è stato quello della consegna dei diplomi ai partecipanti alla prima edizione 2017/2018 del Joint Diploma in Ecologia integrale. La solennità e l’emozione erano dovute a due ragioni:  si trattava, appunto, della prima serie di diplomi rilasciati ai primi partecipanti al Joint Diploma in Ecologia Integrale. 

Ma era anche il primo Diploma congiunto che le Istituzioni Pontificie di Roma rilasciano insieme in modo formale: nella pergamena compaiono tutte le Università Pontificie con il proprio logo, ma la firma è soltanto una, ma rappresentativa di tutte, quella del Presidente della Conferenza delle Università Pontificie di Roma, il prof. don Mauro Mantovani

Una rappresentanza dei 72 diplomati e dei Membri del Comitato Scientifico