Mercoledì Cateriniani 2019 13 marzo 2019 sr. Maria Aracoeli Beroch, Gesù via dell’unione con il Padre

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13 marzo 2019
sr. Maria Aracoeli Beroch
Gesù via dell’unione con il Padre

 

Mercoledì Cateriniani 2019 27 febbraio 2019 Elena Clara Malaspina

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27 febbraio 2019

Elena Clara Malaspina

Il vero incontro con Dio

Mercoledì Cateriniani 2019 20 febbraio 2019 François-Marie Léthel OCD

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mercoledì cateriniani 2019

Mercoledì Cateriniani 2019

20 febbraio 2019

François-Marie Léthel OCD

Dal dolore alla gioia. La riforma della Santa Chiesa

Centro Internazionale di Studi Cateriniani

Mercoledì cateriniani aprile 18 2018 Giovanni Ferro OP – Cosa faccio della mia vita?

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Mercoledì cateriniani aprile 11 2018 – sr. Federica Casaburi OP: Affamati di tempo

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Mercoledì cateriniani mar 21, 2018 padre Vivian Boland OP e sr. Mirella Soro OP

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La dignità dell’Infinito

Mercoledì cateriniani mar 21, 2018 discussione

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http://giulialombardi.it/mercoledi-cateriniani-21-marzo-2018-fr-vivian-boland-op-e-sr-mirella-soro/

Per approfondire il tema discusso su memoria e padronanza di sé, rimando ad un’intervista di France Culture al filosofo Mathieu Potte-Bonneville.

Mercoledì cateriniani – 21 marzo 2018 fr. Vivian Boland OP e sr. Mirella Soro

Mercoledì cateriniani 2018

dal 21 febbraio alle ore 18

Convento Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva, 42- Roma

Discernimento e innamoramento

Verso il Sinodo dei Vescovi 2018
Discernimento e innamoramento
Un itinerario di fede con santa Caterina da Siena

La dignità dell’infinito

fr. Vivian Boland OP e sr. Mirella Soro OP

Per ascoltare la conferenza dialogata:

Per ascoltare la discussione:

Mercoledì Cateriniani – 7 marzo 2018

Mercoledì cateriniani 2018

dal 21 febbraio alle ore 18

Convento Santa Maria sopra Minerva

Piazza della Minerva, 42- Roma

Discernimento e innamoramento

Verso il Sinodo dei Vescovi 2018
Discernimento e innamoramento
Un itinerario di fede con santa Caterina da Siena

Mercoledì 7 marzo 2018

Cosmo universale e microcosmo umano: quale armonia?

Alejandro  Linares Monico e Diana Gil

«Con la mia sapienza Io ho ordinato e governo tutto quanto il mondo con tanto ordine che nessuna cosa vi manca e nessuno ci può fare aggiunte. Nell’anima e nel corpo in tutto ho provveduto, non costretto a farlo dalla vostra volontà – perché voi non eravate -, ma solamente dalla mia clemenza, costretto da me stesso, quando feci il cielo e la terra, il mare e il firmamento, inares cioè il cielo, perché si movesse sopra di voi, e l’aria perché respiraste, il fuoco e l’acqua per temperare un elemento con il suo contrario, e il sole perché non steste in tenebre: tutti fatti e ordinati perché sovvengano alla necessità dell’uomo. Il cielo adornato di uccelli, la terra che produce i frutti, con molti animali, per la vita dell’uomo, il mare adornato di pesci: ogni cosa ho fatto con grandissimo ordine e provvidenza.

Dopo che ebbi fatto ogni cosa buona e perfetta, Io creai la creatura razionale, a mia immagine e somiglianza, e la misi in questo giardino. Esso per il peccato di Adamo germinò spine, dove prima c’erano fiori profumati d’innocenza e di grandissima soavità. Ogni cosa era obbediente all’uomo, ma per la colpa e disobbedienza commessa trovò ribellione in sé e in tutte le creature. Si inselvatichì il mondo, e anche l’uomo, che è un altro mondo.

Ma Io provvidi, perché, quando mandai nel mondo la mia Verità, Verbo incarnato, gli tolse il selvaticume, ne estirpò le spine del peccato originale, e lo resi un giardino innaffiato dal sangue di Cristo crocifisso, piantandovi le piante che sono i sette doni dello Spirito Santo, estirpandone il peccato mortale. E questo fu dopo la morte dell’unigenito mio Figlio, prima no».

(S. Caterina da Siena, Dialogo, c.140)

 

«A voi, dilettissima e carissima madre e sorella, madonna, e a te, figlia e sorella Nicolasa, io Caterina, inutile serva (Lc 17, 10) di Gesù Cristo e vostra serva inutile voglio fare a voi l’offizio che fa lo servo al signore…

Così verremo nella grazia del conoscimento di noi e di Dio. Poiché non mi pare di potere avere virtù né la plenitudine de la grazia, senza l’abitazione della cella del cuore e dell’anima nostra, nel quale luogo acquisteremo lo tesoro che c’è vita, cioè l’abisso santo del santo conoscimento di sé e di Dio, dal quale santo conoscimento, suore carissime, procede quello santissimo odio che ci fa unire in quella somma eterna e prima Verità, conoscendo la somma bugia, operatori di quella cosa che non è. Così odiando grideremo con voce di cuore, manifestando la sua bontà: Tu solo sei buono, tu sei quello mare pacifico, donde escono tute le cose che hanno essere, excepto che quella cosa che non è, non è in lui, cioè lo peccato.

… Come disse la somma Verità a una serva sua inutile: «Io voglio che tu sia amatrice di tutte quante le cose;

…perché sono tutte buone e perfette e sono degne da essere amate, e tutte sono fatte da me che sono somma bontà, excepto che il peccato non è in me, perché se fosse in me, dilettissima mia figlia, sarebbe degno da essere amato»

…. Che dice lo innamorato di Pavolo? «Mortificate le membra del corpo vostro» (Col 3, 5). Non dice così della volontà, ma vuole ch’ella sia morta e non mortificata. O dolcissimo e dilettissimo amore, io non ci so vedere altro rimedio se non quello coltello che tu avesti, dolcissimo amore, nel cuore e nell’anima tua. Ciò fu l’odio che avesti al peccato e l’amore che avesti a l’onore del Padre e alla nostra salute. O amore dolcissimo, questo fu quello coltello che trapassò lo cuore e l’anima de la Madre…»

«Tu solo se’ colui che se’ buono. Tu sei quel mare pacifico da cui escono tutte le cose che hanno l’essere: solo ciò che non è, cioè il peccato, non è in questo mare».

Come disse la somma Verità a una sua serva: «Io voglio che tu ami tutte quante le cose; perché sono tutte buone e perfette e sono degne d’essere amate, e tutte sono fatte da Me che sono somma bontà. Solo il peccato non è in Me, perché se fosse in ME, dilettissima mia figliola, sarebbe degno d’essere amato»

(S. Caterina da Siena, Lettera 30)

Per ascoltare la presentazione di Alejandro e Diana, e la discussione:

Le diapositive

 

 

Mercoledì cateriniani 7 marzo 2018 Alejandro e Diana

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Verso il Sinodo dei Vescovi 2018

 

Discernimento e innamoramento

Un itinerario di fede con santa Caterina da Siena

Cosmo universale e microcosmo umano: quale armonia?

 

«Con la mia sapienza Io ho ordinato e governo tutto quanto il mondo con tanto ordine che nessuna cosa vi manca e nessuno ci può fare aggiunte. Nell’anima e nel corpo in tutto ho provveduto, non costretto a farlo dalla vostra volontà – perché voi non eravate -, ma solamente dalla mia clemenza, costretto da me stesso, quando feci il cielo e la terra, il mare e il firmamento, cioè il cielo, perché si movesse sopra di voi, e l’aria perché respiraste, il fuoco e l’acqua per temperare un elemento con il suo contrario, e il sole perché non steste in tenebre: tutti fatti e ordinati perché sovvengano alla necessità dell’uomo. Il cielo adornato di uccelli, la terra che produce i frutti, con molti animali, per la vita dell’uomo, il mare adornato di pesci: ogni cosa ho fatto con grandissimo ordine e provvidenza.

Dopo che ebbi fatto ogni cosa buona e perfetta, Io creai la creatura razionale, a mia immagine e somiglianza, e la misi in questo giardino. Esso per il peccato di Adamo germinò spine, dove prima c’erano fiori profumati d’innocenza e di grandissima soavità. Ogni cosa era obbediente all’uomo, ma per la colpa e disobbedienza commessa trovò ribellione in sé e in tutte le creature. Si inselvatichì il mondo, e anche l’uomo, che è un altro mondo.

Ma Io provvidi, perché, quando mandai nel mondo la mia Verità, Verbo incarnato, gli tolse il selvaticume, ne estirpò le spine del peccato originale, e lo resi un giardino innaffiato dal sangue di Cristo crocifisso, piantandovi le piante che sono i sette doni dello Spirito Santo, estirpandone il peccato mortale. E questo fu dopo la morte dell’unigenito mio Figlio, prima no».

(S. Caterina da Siena, Dialogo, c.140)

 

«A voi, dilettissima e carissima madre e sorella, madonna, e a te, figlia e sorella Nicolasa, io Caterina, inutile serva (Lc 17, 10) di Gesù Cristo e vostra serva inutile voglio fare a voi l’offizio che fa lo servo al signore…

Così verremo nella grazia del conoscimento di noi e di Dio. Poiché non mi pare di potere avere virtù né la plenitudine de la grazia, senza l’abitazione della cella del cuore e dell’anima nostra, nel quale luogo acquisteremo lo tesoro che c’è vita, cioè l’abisso santo del santo conoscimento di sé e di Dio, dal quale santo conoscimento, suore carissime, procede quello santissimo odio che ci fa unire in quella somma eterna e prima Verità, conoscendo la somma bugia, operatori di quella cosa che non è. Così odiando grideremo con voce di cuore, manifestando la sua bontà: Tu solo sei buono, tu sei quello mare pacifico, donde escono tute le cose che hanno essere, excepto che quella cosa che non è, non è in lui, cioè lo peccato.

… Come disse la somma Verità a una serva sua inutile: «Io voglio che tu sia amatrice di tutte quante le cose;

…perché sono tutte buone e perfette e sono degne da essere amate, e tutte sono fatte da me che sono somma bontà, excepto che il peccato non è in me, perché se fosse in me, dilettissima mia figlia, sarebbe degno da essere amato»

…. Che dice lo innamorato di Pavolo? «Mortificate le membra del corpo vostro» (Col 3, 5). Non dice così della volontà, ma vuole ch’ella sia morta e non mortificata. O dolcissimo e dilettissimo amore, io non ci so vedere altro rimedio se non quello coltello che tu avesti, dolcissimo amore, nel cuore e nell’anima tua. Ciò fu l’odio che avesti al peccato e l’amore che avesti a l’onore del Padre e alla nostra salute. O amore dolcissimo, questo fu quello coltello che trapassò lo cuore e l’anima de la Madre…»

«Tu solo se’ colui che se’ buono. Tu sei quel mare pacifico da cui escono tutte le cose che hanno l’essere: solo ciò che non è, cioè il peccato, non è in questo mare».

Come disse la somma Verità a una sua serva: «Io voglio che tu ami tutte quante le cose; perché sono tutte buone e perfette e sono degne d’essere amate, e tutte sono fatte da Me che sono somma bontà. Solo il peccato non è in Me, perché se fosse in ME, dilettissima mia figliola, sarebbe degno d’essere amato»

(S. Caterina da Siena, Lettera 30)